Migranti, la Regione Veneto dichiara guerra agli Sprar

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La Regione Veneto prendera’ le parti dei Comuni e fara’ quanto in suo potere per evitare che siano costretti ad aderire al sistema Sprar. Lo prevede la risoluzione “Il Veneto dalla parte dei Comuni: stop ai ricatti dello Stato, stop alle adesioni forzate al sistema Sprar”, presentata dai consiglieri Andrea Bassi, Stefano Casali e Fabiano Barbisan, del neonato gruppo Centrodestra Veneto, e approvata oggi dal Consiglio regionale. L’idea alla base della risoluzione e’ che i piccoli Comuni siano sostanzialmente “ricattati” dalle Prefetture, le quali li spingono ad entrare a far parte del sistema Sprar con la minaccia che altrimenti vi sara’ destinata una quota di richiedenti asilo molto maggiore rispetto a quella del 3 per mille prevista dal sistema Sprar stesso, spiega Bassi.

L’adesione “non e’ un’offerta ai Comuni ma un ricatto ai sindaci”, che sono poi coloro che conoscono meglio il territorio e possono quindi stabilire se e’ il caso o meno di offrire accoglienza. Tra l’altro, visto che l’emergenza migranti continua a non essere gestita come dovrebbe, e’ facile immaginare che la quota del 3 per mille non sara’ rispettata nemmeno se tutti i Comuni aderiranno al sistema Sprar, perche’ ovviamente i continui arrivi, i tempi infiniti per la verifica dei requisiti necessari ad ottenere lo status di profugo e l’incapacita’ di rimpatriare chi non lo ottiene, fanno si’ che il numero di migranti sul territorio italiano sia destinato ad aumentare a dismisura.

Quest’ultima parte, cosi’ come l’impegno della Regione perche’ i Comuni siano liberi di scegliere se aderire o meno, e’ condivisibile, sostiene il consigliere Marino Zorzato (Ap), che non approva pero’ le premesse fatte da Bassi nella sua relazione e chiede quindi di votare il provvedimento per punti separati. Richiesta, questa, appoggiata anche dal democratico Bruno Pigozzo, nonostante il suo gruppo consigliare si dica assolutamente contrario all’intera risoluzione, perche’ “aderire al sistema Sprar e’ una tutela per i piccoli Comuni, in quanto permette di garantire che arrivi un numero ridotto di migranti”, e perche’, “se non ci fossero tanti Comuni che si rifiutano di adottarlo, funzionerebbe bene e non ci sarebbe il bisogno di creare grossi centri con troppi migranti in uno stesso posto”, spiega il capogruppo Stefano Fracasso.

Si procede quindi alla votazione per punti e le premesse ricevono in effetti meno consensi rispetto all’impegno della Regione, che e’ poi il reale contenuto della risoluzione. Il vicepresidente del Consiglio, Massimo Giorgetti, oggi facente funzioni del presidente, l’assente Roberto Ciambetti, fa votare anche il provvedimento per intero, creando un certo scompiglio in aula e scatenando le proteste di Zorzato. “Se lo prevede il regolamento bisogna cambiarlo, perche’ non si puo’ votare per parti separate e poi chiedere di votare tutto il provvedimento intero, altrimenti io che ho votato in un modo per la prima parte e in modo opposto per la seconda, cosa dovrei scegliere?”. (DIRE)

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