Migranti: in due anni + 258% presenze nei Cas

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ROMA – Sono 205 mila i migranti presenti nelle strutture di accoglienza in Italia (dato aggiornato al 15 luglio 2017) erano oltre 188 mila a fine 2016. I centri di accoglienza straordinaria (Cas) rimangono quelli più utilizzati con 158.607 accolti e assistiti. Segue il sistema dello Sprar con 31.313 presenze, e i centri di prima accoglienza con 15 mila persone. E’ la fotografia dell’accoglienza in italia fatta dal Rapporto sulla protezione internazionale 2017, realizzato da Caritas, Cittalia, Migrantes, Anci, Sprar e presentato oggi a Roma.

Nel report si sottolinea che dal 2014 al 2016 la presenza di richiedenti nei Cas è aumentata in modo esponenziale del 286,5 per cento mentre lo Sprar ha registrato un incremento di circa il 50 per cento. Nel primo semestre 2017, le Regioni più coinvolte nell’accoglienza sono: Lombardia (13,2%), Campania (9,3%), Lazio (8,7%), Piemonte e Veneto (entrambe 7,3%), Puglia (7,0%). Il sistema di accoglienza comprende il 40,5 per cento dei Comuni italiani (3.231), un terzo dei quali è situato in Lombardia (20,3%) e Piemonte (10,8%). L’incidenza più elevata tra Comuni coinvolti nell’accoglienza e Comuni esistenti nella regione riguarda tuttavia la Toscana (sul totale dei comuni toscani ben l’83% accoglie richiedenti asilo) e l’Emilia Romagna (78,1%) mentre i valori più bassi sono relativi a Sardegna (17,8%), Abruzzo (19,3%) e Valle d’Aosta (20,3%).

Nel sistema istituzionale dell’accoglienza spicca  il contributo della Chiesa italiana in termini di posti messi a disposizione che, nel 2016, sono stati quasi 25 mila. Si è trattato di accoglienze nell’ambito dello Sprar e dei Cas ma anche nell’ambito di progettualità che hanno visto famiglie e parrocchie accogliere i beneficiari presenti sui loro territori. Nel 2016 i progetti Sprar finanziati sono stati 652, di cui 508 destinati all’accoglienza degli ordinari, 99 ai minori soli e 45 a persone con disagio mentale e disabilità fisica. In totale questi progetti hanno reso disponibili 26.012 posti che hanno permesso di accogliere 34.528 persone. Il rapporto sottolinea come il sistema Sprar sia stato incrementato passando dai 26 mila posti del 2016 ai 35 mila di ottobre 2017. Questo è dovuto anche alla direttiva ministeriale dell’11 ottobre 2016, che ha introdotto la cosiddetta “clausola di salvaguardia”. Gli enti locali titolari di progetto sono 555, dicui 491 Comuni. Del totale degli accolti Sprar, nel 2016, il 47,3 per cento è richiedente la protezione internazionale, il 28,3 per cento è titolare di protezioneumanitaria, il 14,8% di protezione sussidiariamentre solo il 9,6% ha ottenuto lo status di rifugiato.Tra i beneficiari accolti, le nazionalità più rappresentate sono Nigeria, Gambia, Pakistane Mali. Complessivamente sono stati accolti2.898 minori non accompagnati . Per quanto riguarda lo Sprar (sistema per la protezione dei richiedenti asilo e rifugiati) prevalgono gli appartamenti (83,3%) e, a seguire, i centri collettivi (10,3%) e le comunità alloggio (6,6%).

Nel corso del 2016 sono uscite dall’accoglienza 12.171 persone di cui il 41,3 per cento per inserimento socio – economico mentre il 29,5% ha abbandonato volontariamente l’accoglienza prima della scadenza dei termini. Tra i servizi erogati prevale l’assistenza sanitaria (20,9%) e la mediazione culturale (17%). (Agenzia Redattore Sociale)

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