Lucrezia Lante della Rovere a Verissimo in lacrime ricordando Marina Ripa di Meana:

Lucrezia Lante della Rovere Lucrezia Lante della Rovere - foto @Instagram

In esclusiva a Verissimo sabato 26 gennaio, Silvia Toffanin ha intervistato Lucrezia Lante della Rovere.

Sono cresciuta da sola con mia madre (Marina Ripa di Meana, ndr), una donna che si è fatta da sola. Mi diceva di rimboccarmi le maniche, erano gli anni ’80. Mia madre era giovane e turbolenta, mio padre era assente. Volevo prendere la mia strada e andare via di casa” ha raccontato l’attrice.

Ho iniziato a fare la modella, ero diventata autonoma e iniziai a ribellarmi a mia madre. Con i primi soldi mi pagai la retta della scuola” ha aggiunto.

Il mio punto di riferimento, la mia famiglia è stata ed è mia madre” ha detto Lucrezia non riuscendo a trattenere le lacrime, ricordando Marina Ripa di Meana, scomparsa un anno fa dopo una lunga malattia.

“Mia madre ha fatto della sua vita privata un racconto pubblico, per me non è sempre facile. Il mio rapporto con lei è stato unico, intimo” spiega Lucrezia.

Sto per diventare nuovamente nonna – ha poi rivelato – Dedico questa notizia a lei, mia madre“.

La donna, davanti a Silvia Toffanin, si lascia andare al ricordo degli ultimi giorni insieme alla mamma: “Eravamo in casa insieme. Io dal divano la guardavo girare per le stanze, con una gonna svolazzante, e scriveva su un foglio tutte le cose che voleva ancora fare e mi diceva Questo cancro mi sta consumando ma io non posso morire, ho ancora troppo da fare. (…) L’ultimo Natale, lei è poi morta il 5 gennaio, si è fatta truccare, ha indossato un abito bellissimo e con dei tacchi pazzeschi a ha voluto, senza l’aiuto di nessuno, raggiungerci a tavola“.

Lei è stata sempre fortissima e dignitosissima. Si è curata per 16 anni. Gli ultimi anni a causa della sua malattia, il nostro rapporto si era intensificato. Ci sentivamo tutti i giorni. Faccio fatica a pensare a lei al passato. Quando vado a passeggiare nella natura con i miei cani lei è con me, risento le sue risate, il suo entusiasmo” confessa ancora Lucrezia.