Indonesia: incendi distruggono foreste. Greenpeace: ‘al loro posto piantagioni di palme da olio’

INDONESIA – Intere foreste incendiate per fare spazio alle piantagioni di palma da olio. La denuncia arriva da Greenpeace, che ha diffuso nuove foto e video che documentano ciò che sta avvenendo in Indonesia. Le immagini mostrano i roghi, probabilmente di origine dolosa, che da settimane stanno devastando la regione Kalimantan soffocando il territorio e causando una vera e propria emergenza ambientale e sanitaria. Ogni anno, denuncia infatti Greenpeace, la nube di fumo e cenere che dallIndonesia si espande nei cieli dei Paesi vicini uccide 110 mila persone e rilascia migliaia di tonnellate di CO2 in atmosfera.indonesia2

Un fenomeno devastante, che sta minacciando anche le principali aree naturali protette indonesiane.A causare particolare preoccupazione sono i focolai in prossimità del Parco Nazionale di Gunung Palung (Borneo), habitat dell’ultima grande popolazione di oranghi selvatici al mondo. Al di fuori del parco nazionale, l’habitat dell’orango è già stato totalmente distrutto dall’espansione indiscriminata delle piantagioni industriali di palma da olio e acacia per la produzione di cellulosa.

Indonesia-Incendi-2 “Questi incendi sono uno dei peggiori disastri che abbiano mai colpito il Paese – afferma Martina Borghi, campaigner Foreste di Greenpeace Italia – è impensabile che sia consentito trarre profitto da una tale crisi. Il Presidente indonesiano Joko Widodo deve impegnarsi urgentemente nel ripristino delle foreste distrutte, impedendo che altre palme da olio vengano piantate”.






Ma al momento il governo indonesiano si sarebbe rifiutato di rendere pubbliche le mappe aggiornate che mostrino i siti di produzione di olio di palma e le concessioni forestali a norma, con dati relativi alla perdita di copertura arborea e foreste primarie. Respinge ogni accusa l’Associazione Indonesiana di Produttori di Olio di Palma il cui portavoce ha dichiarato che “l’industria dell’olio di palma è vittima di una campagna diffamatoria, e ha suggerito che gli incendi siano stati orchestrati per danneggiare l’immagine dell’intero settore in Indonesia”. Tuttavia, quando Greenpeace aveva visitato la zona interessata dagli incendi, lo scorso 27 ottobre, “la popolazione locale aveva dichiarato agli investigatori che l’area era stata bruciata due volte: una pratica illegale ma molto comune per preparare il suolo per la palma da olio”.

La mancata trasparenza su quanto sta avvenendo nell’area determina “l’impossibilità di definire con esattezza il danno reale che gli incendi stanno provocando e di fare chiarezza sulla legalità delle piantagioni di palma da olio”. Intanto, mentre le indagini della polizia proseguono, “il mese scorso la Commissione anti-corruzione ha riferito che, negli ultimi dieci anni, la deforestazione illegale è costata all’Indonesia nove miliardi di dollari in royalties del legno perdute”.

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