Fausto Brizzi a Verissimo: “La mia vita dopo le accuse di molestie”

Fausto Brizzi a Verissimo Fausto Brizzi a Verissimo - foto @Instagram

Prima intervista per Fausto Brizzi, dopo la bufera che lo ha travolto negli ultimi mesi a seguito dello scandalo sulle molestie sessuali che lo ha travolto. Accusato da diverse attrici che hanno rivelato a Le Iene di essere state vittime di sue “attenzioni particolari”, la sua vicenda è divenuto anche un caso giudiziario che si è concluso con l’archiviazione delle indagini.

Fausto Brizzi ha scelto Verissimo, il programma di Silvia Toffanin, per rompere il silenzio dietro cui si era trincerato per tutto questo tempo, periodo in cui nonostante tutto è riuscito a realizzare un altri film, Modalità aereo, in questi giorni nelle sale.

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È stato un anno complicato, in cui il mio obiettivo era trovare l’umore giusto per scrivere un film divertente e Modalità aereo lo era. Quando Paolo Ruffini me l’ha portato ho capito che era terapeutico: era la risposta pop a tutto quello che mi stava succedendo. E il lavoro è stato una cura” ha detto il regista romano.

“La vera terapia di quest’anno è stata circondarmi di persone che mi volessero bene – ha proseguito – questa cosa mi ha permesso di passare da duemila a cento numeri sulla rubrica del cellulare. Improvvisamente capisci chi sono le persone superflue e quelle fondamentali. È stato un periodo un po’ rocambolesco in cui sfuggivo ai giornalisti e in cui molte persone, che pensavo semplici conoscenti, invece mi hanno dato le chiavi della loro casa in caso di emergenza. Giravo con le chiavi di una quindicina di abitazioni sparse in tutta Italia anche perché i miei amici mi volevano vedere in casa”.

Tra le persone che gli sono state particolarmente vicine, anche Paolo Ruffini: “Paolo l’anno scorso ha realizzato un documentario bellissimo sulla Resilienza, che io quest’anno ho imparato. Significa fare in modo che un evento negativo possa diventare positivo. Non bisogna scoraggiarsi davanti a una difficoltà apparentemente insormontabile perché la puoi fronteggiare, aggirare e trasformare in qualcosa di buono”.