Chemioterapia, la vergognosa attesa dei pazienti oncologici crotonesi

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CROTONE – (di Francesca Caiazzo) Ci hanno detto che l’incidenza delle patologie tumorali nel crotonese è nella media: i dati raccolti dal Registro Tumori Cosenza-Crotone, da poco accreditato dall’Airtum, sono in linea con quelli rilevati nelle altre regioni del Sud Italia. Non ci hanno spiegato, però, perché in uno studio del maggio dello scorso anno, l’Istituto Sanitario Nazionale metteva nero su bianco che “si osservano nel Comune di Crotone significativi eccessi di mortalità e ospedalizzazione per numerose patologie tumorali e non tumorali,

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(VIDEO) Dal Niger verso l’Europa: l’odissea di Oumar, 17 anni e un sogno chiamato Italia

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Oumar ha 17 anni, è orfano e ha un fratello più grande. Come tanti altri ragazzi del Senegal, ha intrapreso un’avventura molto più grande di lui: quella che passando per il deserto del Sahara e il mare Mediterraneo lo porterà, se tutto andrà bene, in Italia. Abbiamo incontrato Oumar in Niger, ancora molto lontano dalla sua meta finale. Nel suo ingenuo ottimismo, Oumar sottovaluta le prove che lo attendono. In Italia nel 2016 sono approdati oltre 28.000 ragazzi sotto i

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Belgrado, tra i migranti dimenticati nell’inferno di ghiaccio

Belgrado, Serbia. Un uomo si lava con dell’acqua calda al di fuori di un deposito ferroviario in disuso usato dai rifugiati e dai migranti come riparo  - Photo credit: Marko Drobnjakovic

(di Eleonora Camilli per Agenzia Redattore Sociale) BELGRADO – “Sono partito da solo, mio fratello è a Parigi, vorrei raggiungerlo ma per ora è impossibile”. Stretto in una  lunga coperta grigia Bilal, sedici anni e uno sguardo da bambino, cerca di scaldarsi intorno al fuoco insieme ad altri ragazzi, poco più che adolescenti come lui. Partito dall’Afghanistan per arrivare in Francia si trova bloccato qui insieme ad altre 1700 persone, nel cuore di Belgrado. Gli hangar dietro la stazione degli

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Malati di cancro a Crotone, arrangiatevi!

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La seconda parte del reportage a puntate che wereporter.it dedica all’incidenza delle patologie tumorali nel territorio crotonese. In particolare, questo articolo è dedicato ai problemi che i pazienti oncologici di Crotone devono affrontare per sottoporsi alla radioterapia. Un viaggio verso Catanzaro a proprie spese. Ogni giorno. Da soli. Con qualche “angelo” che li aiuta. (LEGGI LA PRIMA PUNTATA CLICCANDO QUI)   (di Francesca Caiazzo) CROTONE – La chiamano il bisturi invisibile per la sua capacità di intervenire sulle cellule cancerose

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A Crotone moriamo di cancro

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Terremoto: viaggio a Pescara del Tronto, il paese che non c’è più

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PESCARA DEL TRONTO (AP) – Terremoto, giorno 2. I numeri dettano legge mentre le ore che passano inesorabilmente corrodono di minuto in minuto la speranza di trovare persone ancora in vita sotto abitazioni, alberghi, nelle vie e nelle piazzette ridotte a un cumulo unico di macerie dal sisma che ha devastato il territorio tra Amatrice e Arquata del Tronto. Pescara del Tronto la vedi da lontano. Dalla Salaria si sale di poco e dopo qualche curva il paesaggio desolato fatto

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Indonesia, il combattimento dei galli a Bali

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Brasile: un rituale per celebrare l´arrivo delle piogge che reclama la preservazione della natura

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Nel villaggio Imbiruçu, a 200 km da Belo Horizonte, gli indigeni celebrano la Festa delle Acque e lanciano un messaggio: “Se il Pataxó smette di esistere, anche il non indigeno smetterà”. BRASILE – “L´anno scorso la natura non ha voluto darci capibada (una specie di roditore). Quest´anno sì ce ne ha dati”, dice pensieroso e con lo sguardo verso l´orizzonte Aricuri Máximo Ribeiro, un giovane dell´etnia Pataxó, che ci racconta della Festa delle Acque del 2015. Il rituale si ripete

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In Venezuela la fabbrica senza padroni

Foto Milangela Galea

VENEZUELA – Il padrone si accomodò nel suo ufficio… in Spagna, (o forse era a casa sua?), attivò Skype e ordinò di chiamare tutti i lavoratori della fabbrica di di Barquisimeto (Venezuela) intorno al computer del manager locale: “Non ho più di che investire, la società è in liquidazione, lunedì potete andare a prendervi l’assegno” disse. Un messaggio conciso, da un paese lontano, del quale i lavoratori degli “Alfareros del Gres” si ricordano benissimo. Non c’erano più dubbi: la fabbrica

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