Bonus Cultura e 100elode: perché non funzionano

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(di Francesca Caiazzo) Il bonus cultura per i diciottenni probabilmente non verrà rifinanziato per il 2018, mentre il bonus per gli studenti che hanno conseguito la votazione 100 e lode alla maturità viene finanziato sempre meno. Da una parte, solo il 61% dei ragazzi nati nel 1998 diventati maggiorenni nel 2016 ha richiesto i famosi 500 euro da spendere in attività culturali; dall’altra, gli studenti meritevoli della scuola italiana dovranno accontentarsi di appena 340 euro. Tanto vale la loro maturità conseguita con il massimo dei voti.

Il flop del Bonus Cultura. Il Governo Renzi aveva messo a disposizione 290 milioni per il Bonus Cultura destinato ai diciottenni. Solo 351 mila ragazzi che hanno compiuto la maggiore età nel 2016 ha però deciso di usufruirne, lasciando nelle casse del governo 114 milioni di euro. Il Bonus, per i nati nel 1998, deve essere speso entro il dicembre di quest’anno per iscriversi a corsi (di teatro, lingua e musica), per acquistare libri, per partecipare a concerti ed eventi culturali, per andare al cinema, ai musei e spettacoli di danza. Secondo i dati fino ad oggi disponibili, i giovani hanno speso gran parte del loro bonus nelle sale cinematografiche (77%) e nelle librerie (18%). Per i nati nel ’99, invece, tra le attività e gli acquisti ammessi compaiono anche la musica in streaming e gli album digitali; per loro, la scadenza del Bonus è fissata al 31 dicembre 2018. Visti i risultati, decisamente lontani dalle attese, il Governo probabilmente non rifinanzierà l’iniziativa per il 2018.

Solo 340 euro per la maturità con lode. Il programma per premiare gli studenti che conseguono la maturità con la massima votazione è nato nel 2007. Alle giovani eccellenze della scuola italiana, spettavano mille euro da spendere in attività culturali, un modo per premiare il merito e incentivare a fare sempre meglio. In dieci anni però le cose sono cambiate e per gli studenti meritevoli le risorse sono diventate sempre più esegue fine a diventare davvero scarne. Da quando il programma è stato avviato, il bonus previsto nell’anno scolastico 2016/2017 ha toccato il minimo storico: per i 5.494 ragazzi da 100 e lode sono previsti solo 340 euro a testa per risorse complessive pari a circa 2,3 milioni di euro. Non è andata meglio agli studenti dell’anno scolastico 2015/2016 che hanno ricevuto appena 30 euro in più; 450 euro è stato il bonus che si sono visti accreditare i ragazzi diplomati negli anni 2013/2014 e 2014/2015 mentre è andata decisamente meglio a quelli che la maturità l’hanno sostenuta nell’anno 2009/2010: per loro “ben” 650 euro.

Premiare il merito. Le ragioni del fallimento del bonus cultura sono da ricercare sono evidentemente su più fronti: la diversificazione delle offerte culturali delle città (Crotone non è Milano), la limitazione negli acquisti (molti ragazzi puntavano e speravano nell’elettronica), le difficoltà relative all’attribuzione dell’identità digitale, la cosiddetta Spid, necessaria per richiedere il bonus sulla piattaforma dedicata. Senza considerare che il flop del bonus cultura è forse anche il segnale evidente della necessità di ripensare ai finanziamenti a pioggia, puntando invece sul merito. Quello vero. E che vale certamente più di 340 euro.

 

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