Attesi 1700 migranti a Brindisi e Salerno, anche neonati e donne incinte

The rescue ship VOS Prudence run by the NGO Medecins Sans Frontieres (MSF) is pictured in the port of Catania on May 5, 2017.  / AFP PHOTO / Francesco FARACI The rescue ship VOS Prudence run by the NGO Medecins Sans Frontieres (MSF) is pictured in the port of Catania on May 5, 2017. / AFP PHOTO / Francesco FARACI

Ci sono donne incinte e bambini appena nati tra le persone soccorse in questi giorni nel Mediterraneo dalle équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) a bordo delle navi Prudence e Aquarius. Tra loro, un bambino nato in circostanze drammatiche su uno dei gommoni soccorsi, che ora è al sicuro a bordo dell’Aquarius, gestita in collaborazione con SOS Mediterranee. Mentre un’altra donna ha iniziato il travaglio a bordo della Prudence nel tragitto verso le coste Italiane. 

“Quando abbiamo soccorso il loro gommone, madre e figlio erano ancora uniti dal cordone ombelicale. Nella clinica a bordo abbiamo tagliato il cordone e la mamma ha avuto bisogno di qualche punto di sutura, ma a parte questo è andato tutto bene. Il piccolo Christ pesa 3,2 kg e nonostante le immense difficoltà che hanno affrontato, tutt’e due sono in salute,” racconta Alice Gauterau, ostetrica di MSF a bordo dell’Aquarius. “Non sarebbe stato meglio non costringerli ad affrontare questa pericolosissima traversata ed evitare che la mamma si trovasse a partorire su una barca sovraccarica con più di 100 persone, ammassate a bordo in mezzo al mare?” 

Oltre ai parti, le équipe di MSF a bordo dell’Aquarius e della Prudence hanno trattato molti casi di violenze e abusi che le persone soccorse hanno subito in Libia. Tra loro, un uomo con una forte infezione alla gamba, picchiato “perchè avevo la pelle nera” come ha spiegato lui stesso, e un altro uomo dal Mali picchiato ripetutamente ad una mano dai trafficanti. 

Tra le 860 persone soccorse dall’Aquarius, ci sono donne incinte e 60 minori non accompagnati, mentre sulla Prudence viaggiano 935 persone, tra cui 118 donne e 16 bambini. 

“Sono stata rapita e trattenuta per cinque mesi in un centro in Libia, dove ho partorito da sola. Ho tagliato il cordone ombelicale con un rasoio, è stato dolorosissimo. La barca è stata la mia unica possibilità di fuga” ha detto Patience dalla Nigeria soccorsa sulla Prudence.

“Ogni giorno le nostre équipe testimoniano e trattano le conseguenze dell’orribile traversata del mare, che per molti è l’unica alternativa per fuggire dalla violenza in Libia. Ci chiediamo cosa sarebbe successo se la nostra nave fosse arrivata troppo tardi o se non ci fosse stato un team medico a bordo con l’esperienza necessaria a rispondere ai bisogni dei nostri pazienti,” ha detto Michele Trainiti, coordinatore MSF per le operazioni in mare. “Queste persone continueranno a fuggire a prescindere dai rischi legati alla traversata: l’Europa e i suoi stati membri devono creare delle vie legali e sicure, e avviare urgentemente un meccanismo dedicato per salvare vite in mare.” 

La nave Aquarius arriverà venerdì mattina al porto di Brindisi, mentre la nave Prudence arriverà venerdì mattina a Salerno. Nel 2017, le due navi di MSF hanno già soccorso più di 17.800 persone. (Comunicato Stampa)

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