Afghanistan, entro un anno via i militari italiani

Militari in Afghanistan Militari italiani in Afghanistan (Foto di Francesca Caiazzo, 2012)

ROMA – “Il ministro Trenta ha dato disposizioni al Coi di valutare l’avvio di una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan”. Lo riferiscono fonti della Difesa, aggiungendo che “l’orizzonte temporale potrebbe essere quello di 12 mesi”.

BOZZA DI PACE TRA USA E TALEBANI, LONTANI DA KABUL

I principali media internazionali, intanto, diffondono la notizia di una bozza di accordo di pace trovato dagli Stati Uniti con i talebani.

Dopo sei giorni di colloqui, il team di diplomatici della Casa Bianca è riuscito a ottenere una bozza di accordo di pace con i talebani, il gruppo armato ribelle che, in Afghanistan, da ben 18 anni tenta di riottenere la guida del Paese, dopo la parentesi di governo degli anni 1996-2001.

I negoziati si sono tenuti in Qatar, lontano quindi dall’Afghanistan: nonostante i ripetuti inviti del presidente Ashraf Ghani infatti, i leader del movimento armato si sono rifiutati di dialogare direttamente coi rappresentanti di Kabul, definendoli “marionette” degli Stati Uniti. Con quell’esecutivo, è stato spiegato da fonti della Casa Bianca al ‘New York Times’, i talebani discuteranno l’accordo solo quando le truppe statunitensi avranno effettivamente lasciato il Paese.

Quest’ultima possibilità, già annunciata nelle settimane scorse dal presidente Donald Trump, non si è ancora concretizzata ma, come ha spiegato Zalmay Khalilzad, il rappresentante speciale per gli Stati Uniti in Afghanistan, l’idea è di portare via i militari nel momento in cui i talebani accetteranno il ‘cessate il fuoco’ e di confrontarsi direttamente con le istituzioni afghane.

“I talebani- ha aggiunto Khalilzad- si sono impegnati, con nostra grande soddisfazione, a fare tutto quello che è necessario per scongiurare il rischio che l’Afghanistan diventi una piattaforma per il terrorismo internazionale, sia a livello di gruppi che di singoli individui”.

L’invasione statunitense dell’Afghanistan, che ha posto fine al governo dei talebani, è avvenuta nel 2001, in risposta agli attentati terroristici dell’11 settembre. Il costo in termini di vite umane è stato altissimo, con cifre che potrebbero raggiungere i 100mila morti.

GASPARRI: MINISTRO CHIARISCA SU DISIMPEGNO

“Ma è vero che il ministro della Difesa senza confrontarsi con il Parlamento pensa di azzerare a breve il contingente militare italiano in Afghanistan? Non ci sembra che in quella martoriata parte del pianeta la situazione sia tale da suggerire un disimpegno della comunità internazionale e quindi nemmeno dell’Italia. Ci sono norme e programmi che vengono discussi in Parlamento, come dovrebbe essere noto anche al Ministro della Difesa. Leggere sulle agenzie di questo intendimento senza un trasparente e chiaro confronto è un modo inusuale e inaccettabile di ragionare su materie delicatissime che hanno sempre visto in Parlamento un’ampia convergenza, indipendentemente dai ruoli di maggioranza e opposizione che a noi è capitato di svolgere. L’Afghanistan è un quadrante delicato e abbandonarlo al ritorno dei talebani sarebbe una scelta sciagurata”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI).

DI BATTISTA: RITIRO TRUPPE SPLENDIDA NOTIZIA

“Il ritiro delle truppe dell’Afghanistan (di tutto il contingente entro un anno) è una splendida notizia. Ho lottato tanto per questo obiettivo e con me ha lottato tutto il Movimento”. Lo scrive su facebook Alessandro Di Battista (M5s). In Afghanistan, aggiunge, “abbiamo perso uomini valorosi nonché sprecato più di 5 miliardi di euro dei cittadini italiani. Ho appena parlato con Luigi Di Maio complimentandomi per la decisione. Si tratta di un altro successo di questo Governo. Faccio i miei complimenti anche al ministro della Difesa Trenta. Sarà bellissimo vedere i nostri soldati far ritorno già nei prossimi mesi. (Agenzia Dire)